La vita di Edward Bach (1886-1936)

Nacque il 24 settembre 1886 a Moseley, un piccolo villaggio nelle vicinanze di Birmingham, ma le sue origini erano gallesi.

Tra i 17 e i 20 anni Bach lavorò nella fonderia di ottone del padre, dove ebbe modo di toccare con mano le difficili condizioni di vita degli operai, estremamente difficoltose e precarie allinizio del secolo scorso.

Essendo una persona estremamente sensibile, nacque in lui il desiderio di aiutarli e per questo, indeciso nella scelta fra la facoltà di teologia o di medicina, decise per questultima. Studiò prima a Birmingham poi a Londra.

 

Ottenne labilitazione di medico nel 1913 e divenne responsabile del pronto soccorso dellUniversity College Hospital di Londra.

Iniziò anche la libera professione nella Harley Street dove venne in contatto con malati cronici e incurabili con i quali iniziò la ricerca e la sperimentazione di nuovi rimedi, che presto divennero gli ormai famosi Fiori di Bach.

La sua salute era cagionevole per questo non venne neanche arruolato nellesercito per combattere al seguito delle truppe inglesi impegnate nella prima guerra mondiale.

 

Nel luglio 1917, in seguito a unemorragia, venne ricoverato e operato per un tumore alla milza ma nonostante lintervento la sentenza di morte fu pronunciata: 3 mesi di vita.

Ovviamente, ad una notizia di questo genere Bach non si da affatto per vinto e decide comunque di continuare le sue ricerche e i suoi studi.

 

Contrariamente a quanto previsto la sua condizione fisica migliorò e Bach non potè non chiedersi come mai fosse  potuto succedere.

La conclusione fu presto trovata: il motivo per cui era sopravissuto andava ricercato nel fortissimo interesse che lo teneva attaccato alla propria ricerca; per lui questo amore e questa dedizione era diventata una missione!!!

Egli comprese quindi che questo era lo scopo della sua vita e che proprio grazie a questo era ancora vivo.

Nel 1918 i dirigenti dellospedale in cui lavorava decisero di obbligare i propri dipendenti a lavorare a tempo pieno, e per questo Bach si licenziò per dedicarsi in toto, anima e corpo, alle sue ricerche.

Aprì il suo laboratorio e nel marzo del 1919, iniziando un nuovo lavoro come patologo e batteriologo presso il London Homeopathic Hospital (clinica omeopatica).

Fu proprio in occasione di questo evento che avvenne uno degli incontri più importanti della sua vita: conobbe Samuel Hahnemann, padre dellomeopatia, col quale si trovò in completa sintonia.

 

Si avvicinò con entusiasmo a questa nuova medicina che si contrappone a quella allopatica e che considerò lo squilibrio intestinale non più solo come causa di disequilibri e malattie, ma in una visione olistica che prende in esame la persona prima della malattia.

Iniziò a preparare i propri vaccini con metodo omeopatico e si accorse della presenza di alcune similitudini fra le persone che avevano lo stesso tipo di batteri intestinali.

Si accorse di essere in grado di prevedere il rimedio giusto per ogni persona in base allo stato danimo del paziente.

Studiò anche la dietetica abbinando al rimedio floreale anche consigli alimentari.

 

La sua esperienza lo convinse che :

- la malattia è la solidificazione di un atteggiamento mentale

- la mente mostra le cause della patologia meglio del corpo

- il nome della malattia non ha importanza, niente nella natura può farci male quando siamo felici e in armonia

Nel 1924 ad un congresso di omeopatia dimostrò gli effetti della combinazione dei rimedi con la dietetica affermando che il beneficio ottenuto era da ricercarsi nel miglioramento globale dellindividuo e non in una azione locale del rimedio.

In Bach nacque il desiderio di sostituire questi rimedi con le piante.

Bach si rese conto che le persone sono accomunate non dalla malattia ma dalla reazione alla malattia e così iniziò a prescrivere rimedi in base alle caratteristiche comportamentali e alle abitudini delle persone cominciando a sperimentare i primi fiori (impatiens, minulus, clematis).

 

Nel 1936 contrasse una malattia del sangue che lo costrinse a letto e che lo fece spegnere nello stesso anno.

 

Le sue ricerche lo convinsero che :

- le energie di fiori, piante, alberi possono ripristinare condizioni mentali positive

- i fiori fungono da catalizzatori perché han lo stesso carattere vibrazionale della qualità che va risvegliata

- i fiori sono affini, in senso naturale, a certe caratteristiche mentali

- il fiore è la concretizzazione di un messaggio: la vita della pianta è concentrata nel fiore perché contiene il seme potenziale. Dandoci la sua qualità il fiore fornisce al nostro psicosoma una potente informazione apportatrice di salute.



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